Abolizione della Parity Rate: cosa potrebbe comportare?

Ancora valida in Italia, la parity rate è storia passata in Francia dall'estate scorsa. La sua eventuale abolizione nel nostro paese sarà ufficiale solo dopo il voto del Senato.

 

Il 6 Ottobre 2015, con 434 voti favorevoli, 3 astenuti e 4 contrari, la Camera dei Deputati ha approvato l'emendamento al disegno di legge sulla concorrenza secondo cui "È nullo ogni patto con il quale l’impresa turistico-ricettiva si obbliga a non praticare alla clientela finale, con qualsiasi modalità e qualsiasi strumento, prezzi, termini e ogni altra condizione che siano migliorativi rispetto a quelli praticati dalla stessa impresa per il tramite di soggetti terzi, indipendentemente dalla legge regolatrice del contratto".

Cos’è la parity rate?

La parity rate, nei fatti, consiste nell'obbligo per l'hotel di garantire lo stesso prezzo sui canali di vendita online e offline.

Quali implicazioni comporterebbe la sua abolizione?

Secondo Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, i primi a beneficiare del provvedimento saranno i consumatori. Non a tutti è chiaro, infatti, che il miglior prezzo offerto da un portale si traduce, nella realtà, nell'impossibilità da parte dell'Hotel di offrire prezzi più vantaggiosi sul proprio sito internet.

Per albergatori e portali, l’eventuale abolizione della parity rate, continua Bocca, si tradurrebbe in una spinta al miglioramento verso una gestione più efficiente. Gli albergatori dovranno aumentare gli investimenti in tecnologia e formazione di personale addetto mentre i portali, non potendo fare più affidamento sulle clausole della parity rate, dovrebbero investire maggiormente sulla qualità dei servizi offerti e sulla riduzione delle commissioni.

Abolizione della parity rate, in Italia siamo pronti?

Difficile dirlo, certo è che le OTA sono sicuramente i migliori intermediari per le strutture turistiche in quanto godono di una reputazione solida, offrono metodi di pagamento, prenotazione e cancellazione vantaggiosi per gli utenti e hanno la disponibilità economica per investire in grandissime campagne pubblicitarie sulle singole strutture, cosa che un piccola struttura alberghiera non potrebbe permettersi.

In questo momento una disintermediazione di successo sarebbe possibile solo con investimenti in Web Marketing e  e sulla realizzazione di siti web in grado di competere con le OTA.

Con un sito web obsoleto e poco curato, con la mancanza di strategie per il posizionamento e la visibilità sui motori di ricerca, con una presenza superficiale sui principali social networks e con tante altre carenze, qualunque struttura non potrebbe certo aspettarsi di vendere attraverso il canale diretto.

Questo discorso vale anche qualora la parità tariffaria non venisse abolita: tecnologie e campagne di marketing rappresentano uno strumento di disintermediazione a prescindere da tutto, con o senza parity rate. La domanda quindi rimane la stessa, siamo pronti?

 Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi.

 

 

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