Booking punta sulla disintermediazione. Arriva BookingSuite!

La notizia dell’acquisizione di Buuteeq da parte di Booking.com è oramai notizia nota: con il lancio di BookingSuite, l’OTA di Priceline si appresta a muovere il primo passo oltre il mercato del B2C, penetrando di fatto nel territorio delle prenotazioni dirette e scavalcando il ruolo delle web agency.

Il reindirizzamento dal sito di Buuteeq verso la nuova piattaforma è già attivo, ma nessuna paura, ci rassicura una nota nel footer, “se stavi cercando Buuteeq sei nel posto giusto. Il Buuteeq che conosci e ami, continuerà a operare come BookingSuite, un’unità di Booking.com”. Eppure l’apparenza inganna, perché l’intera operazione fa parte di una strategia davvero lungimirante se osservata nel dettaglio.

 Di cosa stiamo parlando? In sostanza, di due piani disponibili: il primo pacchetto è chiavi in mano e offre agli albergatori la possibilità di occuparsi autonomamente e in maniera personalizzata del proprio sito web, svincolandosi dal legame con le agenzie specializzate che forniscono servizi di disintermediazione per gli hotel. Il secondo, invece, utilizza i contenuti della struttura ricettiva registrata su Booking e li inserisce in un sito web standardizzato di quattro sezioni principali (Camere, Servizi, Mappa, Giudizi), al costo di una commissione del 10% sul revenue online.

Effettivamente, la proposta inclusa nella suite di Booking per il primo pacchetto si presenta completa e soprattutto molto semplice da utilizzare: comprende infatti un back office dal quale poter progettare e customizzare a piacimento il proprio sito web con numerosi templates disponibili, un booking engine, un cms per la gestione dei contenuti, un tool di analytics in tempo reale, l’ottimizzazione mobile-friendly, il servizio cloud, la connessione con i maggiori social network e la possibilità di prenotazione via Facebook, un database proattivo per la registrazione dei dati cliente, campagne SEO, mappe interattive e un supporto multi-lingua. Insomma, un software versatile e autogestibile a 360 gradi con un costo fisso una tantum (449 euro) e un canone mensile a tariffe variabili (a partire da 269 euro con un contratto minimo di un anno e da 719 euro per le campagne SEO e PPC effettuate da un esperto di Booking).

Eppure, una proposta tanto vantaggiosa può rivelarsi un’arma a doppio taglio: se da un lato, infatti, la manovra si muove a favore degli albergatori che in questo modo possono risparmiare sui costi d’agenzia e avere un controllo diretto sul proprio software, dall’altro si prospetta il rischio di un monopolio proprio per l’espansione di Booking nei mercati del B2B,a causa di quel circuito virtuoso innescato al momento della scelta fra le offerte intermediate dall’OTA e le prenotazioni “dirette” supportate dalla tecnologia di BookingSuite.

Sarà opportuno, allora, parlare di una  libertà vigilata in questo nuovo scenario?

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